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Livio Costarella

Così la Puglia dei templari
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da: La Gazzetta del Mezzogiorno del 4 luglio 2009.

Il libro. L’autore, ospite di «Comunicaria» ne parlerà con Michele Marolla
Incontro con Vito Ricci oggi a Giovinazzo

Si presenta oggi, alle 20, nella sede dell’associazione Comunicaria di Giovinazzo (via Fossato 54), il libro «I Templari nella Puglia medievale» (Edizioni dal Sud). Dialogheranno l’autore, Vito Ricci, e il giornalista Michele Marolla.
In tempi di riscoperte o approfondimenti storici sull’Ordine dei Templari, non si può non segnalare l’opera di ricerca ed analisi certosina che ha compiuto Vito Ricci con la pubblicazione I Templari nella Puglia medievale (Edizioni dal Sud, pp. 144, euro 12). Un lavoro ancor più meritorio perché realizzato non da un medievista di professione (Ricci lavora nella Direzione analisi statistica dell’Univer - sità di Bari), ma da un appassionato e studioso competente che produce indagini di tutto rispetto come questa, tesa a indagare sulla presenza dell’Ordine Templare in Puglia.
Lungi, peraltro, da qualsiasi indulgenza nei confronti delle recenti suggestioni letterarie e cinematografiche sui Templari (si pensi a Il pendolo di Foucalt di Eco, allo Spielberg di Indiana Jones o ai recenti boom commerciali di Dan Brown), Ricci parte dagli aspetti storici sull’origine dei cavalieri cristiani rossocrociati – intorno al 1118 – per poi disegnare i loro insediamenti in Puglia, e la conseguente interazione con la dimensione sociale, politica, religiosa ed economica del territorio.
La Puglia, inoltre, grazie all’impor tanza strategica e commerciale dei suoi porti, ha accolto le prime domus dei templari, che avevano il compito di difendere l’incolumità dei pellegrini diretti in Terra Santa. I rapporti non buoni con Federico II di Svevia, il periodo angioino e il declino iniziato nel XIV secolo, conclusosi con le inquisizioni e il processo di Brindisi (15 maggio 1310): le interpretazioni sulla fine dei monaci-cavalieri, spiega Ricci, sono in continuo aggiornamento. Comprese le accuse – probabilmente costruite ad arte dagli inquisitori – di riti come il rinnegamento di Cristo o i baci osceni dei novizi agli anziani.
Il valore aggiunto del volume è la geografia precisa dei luoghi (corredata da una ricca appendice) che dovrebbero contenere le tracce della presenza dei Templari, molte delle quali ormai perse: in terra d’Otranto, in Capitanata e in Terra di Bari, persino con precise indicazioni per il ritrovamento di antichi resti.


 

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